Forse la notte, per un anziano, è come un sentiero nel bosco senza lanterna: tutto ciò che durante il giorno sembra gestibile, improvvisamente diventa più grande, più oscuro, più difficile da affrontare.

I rumori sembrano più forti, le distanze più lunghe, i pensieri più intensi: è durante la notte che molte fragilità emergono, e non solo quelle fisiche: la solitudine, il timore di cadere, il senso di vulnerabilità.

In queste ore silenziose e profonde, anche un semplice bisogno – come andare in bagno o prendere una medicina – può diventare fonte d’ansia; ed è proprio per offrire conforto e sicurezza che molte famiglie scelgono di attivare un servizio di assistenza notturna per anziani, un supporto umano e professionale che veglia mentre tutti dormono, pronto a intervenire in caso di necessità.

Ma cerchiamo di capire perché la notte può essere così difficile per un anziano e quali sono le paure più frequenti che potrebbero attanagliarlo.

Perché la notte è così difficile per un anziano?

Con l’avanzare dell’età, cambiano le abitudini e le percezioni: il corpo è più fragile, i riflessi rallentano, la vista cala, e anche la mente può diventare meno lucida, soprattutto in presenza di patologie come demenza senile o Alzheimer. La notte, in particolare, può accentuare tutte queste difficoltà.

Tra le paure più comuni:

  • La paura di cadere mentre ci si alza per andare in bagno o cercare qualcosa;
  • Il timore di non riuscire a chiedere aiuto in caso di malore;
  • La confusione mentale, che può causare disorientamento o ansia;
  • La solitudine, soprattutto per chi ha perso il coniuge o vive da solo;
  • La paura del buio e del silenzio, spesso legata a esperienze traumatiche o al senso di abbandono.

Anche chi convive con la famiglia può vivere la notte con disagio, per il timore di “disturbare” o di non essere sentito in tempo.

Come possiamo aiutarli a sentirsi al sicuro di notte?

Non esiste una formula magica, ma esistono tanti piccoli gesti che, insieme, possono fare una grande differenza. La prima cosa da fare è ascoltare le loro paure senza giudicarle.

Anche se sembrano irrazionali o esagerate, sono reali per chi le vive.

Ecco alcuni accorgimenti utili:

  • Luci notturne diffuse nei corridoi e vicino al letto;
  • Campanelli d’emergenza o telecomandi a portata di mano;
  • Telefono sempre accessibile, anche con numeri programmati;
  • Routine serali rilassanti come tisane, letture o musica calma;
  • Controlli regolari da parte di familiari o operatori, anche tramite videochiamata.

Ma, in molte situazioni, il bisogno va oltre questi accorgimenti. Ecco perché sempre più famiglie decidono di ricorrere all'attivazione di servizi di assistenza notturna, la quale che prevede la presenza di una figura professionale in casa, capace di rassicurare, monitorare, aiutare in modo tempestivo e discreto un anziano in caso di emergenza.

Che cos’è l’assistenza notturna e quando è utile?

L’assistenza notturna per anziani è un servizio personalizzato che prevede la presenza di un operatore – OSS, infermiere o badante qualificata – durante le ore notturne. Può essere attiva (con veglia vigile) oppure passiva (l’operatore dorme in una stanza vicina, intervenendo solo in caso di necessità).

È particolarmente indicata in caso di:

  • Problemi di deambulazione o rischio cadute;
  • Malattie croniche che richiedono terapia anche notturna;
  • Declino cognitivo o demenza;
  • Recupero post-operatorio o convalescenza;
  • Stati di ansia o insonnia marcata;
  • Familiari impossibilitati a prestare assistenza h24.

Oltre all’aspetto pratico, la presenza di qualcuno accanto è spesso un balsamo per la mente di un anziano: sapere che c’è chi veglia riduce lo stress, favorisce il riposo e migliora anche l’umore diurno.

Quando è il momento di chiedere aiuto?

Spesso le famiglie esitano: pensano di poter gestire tutto da sole, o temono che l’anziano non accetti la presenza di una persona esterna.

Ma in realtà, nella maggior parte dei casi, l’assistenza notturna viene vissuta come un sollievo. L’importante è parlarne insieme, spiegando con delicatezza che non si tratta di “sorveglianza”, ma di presenza e supporto, di un modo per dormire più sereni, entrambi.

Anche solo qualche notte a settimana può fare la differenza. E affidarsi a operatori competenti, gentili e discreti trasforma quella che all’inizio può sembrare una “rinuncia” in una nuova forma di libertà: quella di non essere soli.

Perché la sensazione di sentirsi protetti non ha età. E a volte, basta davvero poco per trasformare un sentiero buio in un percorso illuminato da affetto, cura e presenza soprattutto quando un anziano è affetto da patologie gravi.

Di Giovanni Sarbenno

Sono l'autore di molti post di blog e articoli. Amo quello che faccio e non smetto mai di interrogarmi sul senso della vita.