Per molto tempo terrazzi e giardini sono stati spazi di passaggio. Utili, piacevoli, ma raramente centrali nella progettazione di una casa. Tavolo pieghevole, qualche sedia, una tenda manuale. Poi arrivava l’autunno e tutto tornava silenzioso, in attesa della primavera successiva. Oggi quella logica appare superata. Sempre più abitazioni vengono pensate con l’idea che l’esterno non sia un’aggiunta, ma una vera estensione degli interni.

Non è un cambiamento improvviso. È il risultato di anni di piccole decisioni: famiglie che scelgono di investire su uno spazio che prima trascuravano, progettisti che propongono soluzioni più strutturate, persone che iniziano a usare il terrazzo come luogo quotidiano e non occasionale.

Terrazzi progettati come stanze all’aperto

Quando uno spazio esterno smette di essere accessorio, cambia anche il modo di progettarlo. Non si parte più dall’arredo, ma dalla struttura. Prima viene definita la copertura, poi l’organizzazione dell’area sottostante.

Un terrazzo che deve essere utilizzato dodici mesi l’anno ha bisogno di protezione dal sole diretto, dalla pioggia, dal vento. Non basta creare ombra. Serve la possibilità di modulare luce e aria in modo preciso.

Per questo motivo soluzioni come le pergole bioclimatiche stanno trovando spazio in contesti residenziali molto diversi tra loro: appartamenti in città, villette, case indipendenti, attici.

La logica è semplice: una copertura con lamelle orientabili permette di aprire completamente lo spazio quando il clima lo consente e di chiuderlo parzialmente quando serve riparo. Non si tratta di trasformare il terrazzo in una veranda fissa, ma di mantenerne la natura aperta, rendendola però gestibile.

Il comfort come requisito, non come extra

Chi utilizza davvero uno spazio esterno lo capisce subito: il comfort non è un dettaglio. Un terrazzo bello ma inutilizzabile nelle ore centrali della giornata, o impraticabile al primo temporale, finisce per essere abbandonato.

Le nuove soluzioni puntano proprio su questo aspetto. Ombra diffusa, ventilazione naturale, protezione dagli agenti atmosferici. Tre elementi che, se combinati correttamente, cambiano radicalmente l’esperienza d’uso.

Un esempio concreto: una famiglia che pranza regolarmente all’aperto in primavera e in estate. Senza una copertura adeguata, basta una giornata molto soleggiata per rendere l’ambiente invivibile. Con una struttura regolabile, invece, è possibile orientare le lamelle in modo da filtrare la luce, lasciando passare aria e riducendo il calore.

Lo stesso vale per le mezze stagioni. In autunno, una copertura che ripara dalla pioggia consente di continuare a usare lo spazio senza dover smontare tutto alla prima perturbazione.

Materiali e soluzioni pensati per durare

Un altro elemento che distingue le installazioni attuali da quelle di qualche anno fa è la qualità dei materiali. Le strutture sono progettate per restare all’esterno in modo permanente, senza richiedere smontaggi stagionali.

Alluminio verniciato, acciaio trattato, componenti resistenti alla corrosione. Scelte che incidono sul costo iniziale, ma che riducono interventi di manutenzione nel tempo.

Anche i sistemi di movimentazione sono cambiati. Motori silenziosi, sensori pioggia, automatismi che permettono di regolare l’apertura senza sforzo. Tutto contribuisce a rendere l’utilizzo quotidiano più semplice.

Dal punto di vista estetico, le strutture tendono a integrarsi con l’architettura dell’edificio. Linee pulite, profili sottili, colori neutri. L’obiettivo non è attirare l’attenzione sulla copertura, ma farla percepire come parte naturale della casa.

Spazi che moltiplicano le funzioni della casa

Quando un terrazzo diventa realmente utilizzabile, cambiano anche le abitudini. Non è più solo il posto dove mangiare in estate. Diventa una zona lettura, un’area lavoro temporanea, uno spazio per ricevere ospiti.

Chi lavora in smart working, ad esempio, racconta spesso di spostarsi all’esterno nelle giornate luminose. Bastano un tavolo stabile, una presa elettrica e una copertura adeguata.

Per le famiglie con bambini, lo spazio esterno diventa una sorta di area filtro tra casa e gioco: un luogo controllato, protetto, dove muoversi senza dover uscire.

Questa versatilità incide anche sul valore percepito dell’abitazione. Una casa con uno spazio esterno realmente sfruttabile viene considerata più funzionale, più comoda, più adatta a stili di vita diversi.

Progettare prima, intervenire meglio

Un aspetto che emerge spesso parlando con tecnici e installatori riguarda il momento in cui si decide di intervenire. Integrare una struttura outdoor durante una ristrutturazione o in fase di costruzione è molto più semplice rispetto a farlo a posteriori.

Questo permette di:

  • Predisporre correttamente impianti elettrici
  • Studiare ancoraggi adeguati
  • Scegliere dimensioni coerenti con lo spazio disponibile

Quando invece si interviene su uno spazio già finito, alcune soluzioni diventano più complesse o limitate.

Per questo motivo sempre più progetti includono fin dall’inizio una riflessione su come verranno utilizzati terrazzi e giardini nel tempo. Non come ambienti marginali, ma come parti integranti della casa.

 

Di Giovanni Sarbenno

Sono l'autore di molti post di blog e articoli. Amo quello che faccio e non smetto mai di interrogarmi sul senso della vita.